Lecce, la capitale del Barocco con il suo centro storico fatto di chiese, palazzi, ville, piazze, monumenti e vicoli stretti e tortuosi,con la caratteristica unica della pietra leccese, quale filo conduttore. Un materiale dal colore della sabbia che riflette i colori deltr amonto, tenero che si lascia ornare dando vita a rosoni ed alle cornici che arricchiscono le facciate delle più importanti opere ed architetture di questa città. Passeggiando per le strade di Lecce si ha la sensazione di un viaggio attraverso differenti epoche contraddistinte da stili, forme ed espressioni artistiche diverse. Attraverso i millenni, ogni fase della storia della città sopravvive con tracce e segni che si sovrappongono sino a confondersi: i segni ancor eloquenti della Lupiae imperiale, gli eleganti edifici rinascimentali, l’età barocca che reinventa chiese e palazzi, il volto severo e ripetitivo del neoclassicismo ottocentesco, la felice stagione di un eclettismo che trova la migliore espressione nei fantasiosi villini che richiamano visioni d’oriente. La pietra leccese sembra essere il legante dei monumenti più felici dell’arte salentina, il filo conduttore delle diverse espressioni della storia e del gusto. La piazza principale di Lecce è Piazza Sant’Oronzo, con la colonna del XVII sec. su cui è posta la statua del santo patrono i cui festeggiamenti sono dal 24 al 26 Agosto. Su Piazza Sant’Oronzo si affaccia l’Anfiteatro Romano ed il Sedile. Il Sedile (XVI sec.) aveva la funzione di sala delle udienze e delle riunioni e le sue grandi vetrate erano il simbolo di trasparenza degli atti pubblici.

Adiacente ad esso vi è la Chiesetta di San Marco, costruita e donata ai leccesi dai mercanti veneziani, nel 1543 a suggello dei floridi rapporti commerciali che intercorrevano tra la città di Lecce e di Venezia, e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Alle spalle dell’Anfiteatro Romano è posto il Castello di Carlo V ( XVI sec. ), contenitore culturale della città sede di eventi, convegni ed importanti mostre e sede del Museo della Cartapesta, ed il Politeama Greco, teatro principale di Lecce e sede della stagione lirica. Ritornando in piazza Sant’Oronzo e proseguendo per via Templari si giunge alla Basilica di Santa Croce il cui rosone che campeggia sulla sua facciata, come un occhio, è ormai divenuto il simbolo di Lecce e del barocco.

Accanto alla Basilica è possibile ammirare la facciata del Palazzo dei Celestini attualmente sede della Provincia e della Prefettura. Inoltre dalla stessa piazza e continuando su Corso Vittorio Emanuele è possibile visitare la Chiesa di Sant’Irene sulla cui facciata campeggia lo stemma della città che raffigura la lupa che passa sotto un leccio coronato. Adiacente alla chiesa vi è poi l’ex Convento dei Teatini sede di rassegne e mostre. Continuando ancora su Corso Vittorio Emanuele, si giunge poi in Piazza Duomo, emblema ed immagine del barocco leccese su cui si affaccia il Duomo, il Vescovado ed il palazzo del Seminario sede del Museo Diocesano nel cui cortile è possibile ammirare lo straordinario pozzo settecentesco decorato con angeli che reggono festoni e grappoli d’uva costruito per celebrare i i benefici dell’acqua. Di particolare interesse sono anche i musei della città, oltre ai già citati il Museo Diocesano ed il Museo della Cartapesta di grande interesse è il Museo provinciale Sigismondo Castromediano che raccoglie reperti dalla preistoria al novecento provenienti da tutta la provincia. La città non è solo arte ma anche gusto degni di nota sono sicuramente il pasticciotto leccese, un dolce di pasta frolla che racchiude al suo interno un cuore di crema, il caffè in ghiaccio ed il rustico uno spuntino salato fatto di pasta sfoglia a forma circolare con una cupoletta nel centro che racchiude nel suo interno un ripieno di mozzarella, polpa di pomodoro besciamella e pepe. A pochi chilometri dalla città le spiagge sul Mar Adriatico delle marine di Casalabbate, Torre Rinalda, Torre Chianca, Frigole e San Cataldo e l’Oasi protetta delle Cesine del Wwf che rappresenta una delle aree protette più vaste ed affascinanti del Salento.

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